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Buone letture

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Laura Lepri collabora all'inserto domenicale de Il Sole 24 Ore con recensioni su opere di autori stranieri, soprattutto di lingua inglese.
I più recenti sono elencati di seguito:

Viaggio all'inizio della stampa

Alessandro Marzo Magno, L’alba dei libri, Milano, Garzanti, 2012,
pagg. 210, € 22,00



Si galoppa all’alba, in una foresta fresca e ricca di virgulti, con questo bel saggio dedicato da Alessandro Marzo Magno a un periodo in cui tipografie, editori e libri proliferavano all’impazzata, e a una città, Venezia, che fu il terreno, fertilissimo, della nascita dell’editoria. Ma andiamo per ordine, prendendo fiato dopo essere riemersi da pagine molto dense di informazioni ma assai godibili da leggere. Come sanno gli specialisti, il decennio che abbiamo alle spalle ha visto il notevole incrementarsi degli studi sull’editoria, di ancien règime, moderna e contemporanea. Sono nate diverse fondazioni che custodiscono carte editoriali e quello di fare i libri è diventato un desiderio molto diffuso fra le nuove generazioni. Peccato che il futuro dei libri sia un po’ incerto. Forse è anche per questo, perché è un mondo al tramonto, che lo si vuole conoscere meglio. Benvenuto, dunque, al taglio divulgativo di L’alba dei libri, dove l’autore, storico di formazione e giornalista di professione, ci porta in una città che, fra la fine del Quattrocento e quasi tutto il Cinquecento, fu la capitale del libro, una tipografia a cielo aperto, il porto accogliente di  tedeschi, francesi, piemontesi, lombardi che vi approdarono con il precipuo scopo di stampare pagine di ogni tipo grazie ai neonati torchi. All’inizio fu una giungla selvaggia: l’unica regola di mercato era quella di battere la concorrenza sia a colpi di messali, bibbie, vite di santi, sia puntando sui classici latini e greci. Naturalmente questi ultimi erano letture dei più colti. Poi arrivò Aldo Manuzio e tutti capirono, non solo a Venezia, che l’editoria era fatta di progetti culturali, grafica, curatele delle migliori, formati più maneggevoli, diversi dai grandi, tradizionali in-folio, di punteggiatura, impaginazione, caratteri nuovi, come il corsivo per esempio. Nel primo Cinquecento Manuzio divenne il maestro. E i libri entrarono sempre più nelle biblioteche di nobili e mercanti. Ma poiché la città era la più cosmopolita d’Europa – piena di tedeschi, greci, armeni, turchi, albanesi -, altri alfabeti in metallo vi cominciarono a circolare. La peculiarità del libro di Marzo Magno è proprio questa: rivelare l’eclettismo dell’editoria veneziana. Già nel 1517 fu stampata la prima Bibbia rabbinica; e intorno agli anni Trenta il Corano, in arabo, pubblicato da Alessandro Paganini. E’ sorprendente il racconto del ritrovamento, nel 1987, di una copia di quel testo da parte di Angela Nuovo - ottima studiosa di editoria ed eccellente penna – sull’isola di San Michele dove un vecchio frate custodiva la biblioteca del convento, geloso come se fosse di sua esclusiva proprietà. Altre primizie si incontrano: il primo libro armeno del mondo, per esempio, stampato nel 1512, detto Il Libro del Venerdì, raccolta di preghiere e testi magici per premunirsi contro le malattie e ogni sorta di accidente. Con il vento dell’Est arrivano anche gli alfabeti delle lingue slave, croati, serbi, bosniaci. Da ovest, invece, dal mondo nuovo confluiscono i resoconti di viaggio, raccolti da Giovan Battista Ramusio, nel 1550. Anche la quotidianità, gli usi e i costumi entrano in tipografia. Libri di gastronomia e cosmetica, medicina classica e contemporanea. Libri musicali: a Venezia si cantava per ogni dove e in molti suonavano il liuto. Il raffinato Ottaviano Petrucci, stampò pentagrammi e note. Era un marchigiano, uno dei tanti foresti che la città accoglieva volentieri, purché si desse da fare. Nessuna autarchia, anzi. Tutti quei prodotti sarebbero stati esportati nei mercati di Oriente e Occidente, partendo dalla laguna prevalentemente via mare e caricati, avvolti in balle di tela cerata o catramata, sulle stesse navi che trasportavano pellame, argenti e sete. Come se il libro appartenesse alla vita di tutti i giorni. Andavano verso la Francia, la Spagna, l’Inghilterra. E magari venivano distribuiti in librerie convenzionate o raggiungevano dimore aristocratiche, perfino palazzi regali. Alcuni, soprattutto se rilegati e miniati, costavano cari. Ma il re di Francia li voleva a ogni costo. E i tipografi o i librai veneziani si fregavano le mani. La febbre dei libri si sarebbe abbassata solo con il freddo vento del Concilio di Trento. Salvo rialzarsi nel Settecento. Ma a quel punto avrebbero impazzato le gazzette, i giornali, le carte da gioco. Ormai la stampa era nel pieno giorno della modernità.


29/01/2012


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Emozioni da lettori

Jesùs Marchamalo, Toccare i libri. Una passeggiata romantica e sensuale fra le pagine,  Milano, Ponte alle Grazie, edizione fuori commercio.

 

Siamo ai pellegrinaggi, sia pur allegri. Forse perché i libri sono oggetti sul punto di diventare desueti e defungere, resta il fatto che aumenta l’interesse sul loro mondo. Un po’ come facevano i romantici con le rovine degli antichi. Tale vuole essere questo lieve libretto dedicato dallo spagnolo Marchamalo alle biblioteche degli scrittori; poche pagine, ma divertenti, piene di aneddoti sul modo di tenerli, catalogarli, riempirne la casa, il bagno, le cantine, i tavolini da pranzo e, dulcis in fundo, le biblioteche di casa. O sul modo di liberarsene. Georges Perec diceva che il numero ideale era di 343, ma forse solo per amore di numeri burloni. La biblioteca di Borges era intorno ai tremila, non un granché. Perché noi ne conserviamo sempre troppi? Con aria sorniona questo libro ce lo chiede. E sollecita altre riflessioni, all’insegna, per esempio, del “dimmi come li disponi e ti dirò chi sei”, senza tralasciare l’ipotesi che costole e copertine siano buone soluzioni d’arredo, status symbol, e perfino una sicura protezione dal freddo, come capitava nella Russia di Caterina la Grande. Nessuna lacrima sul bel tempo antico, comunque.

Sensibili all’argomento, ci ha sedotto il capitolo dedicato alla disposizione negli scaffali. In ordine alfabetico? Per casa editrice? Per data di nascita dell’autore? Grazie alla rigorosa lezione del maestro Francesco Orlando propendiamo per questa ultima ipotesi. I testi letterari vengono allineati  dalla Bibbia al 1950; poi è solo ordine alfabetico. Solo chi è bravo entrerà in cronologia, fra qualche tempo. Ma lo dirà il tempo. Tutto il resto è  zavorra. Grazie alla cronologia si fanno interessanti scoperte. Per esempio che il 1821 è stata un’annata formidabile: nascono Flaubert, Baudelaire, Dostoevskj! Nel 1860 Anton Cecov e Salvatore Di Giacomo. Non insistiamo oltre, per rispetto delle patrie lettere. Però così, prima che tutto confluisca nell’invisibilità dell’Ipad, possiamo toccare i libri e la Storia.



20/11/2011


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Allegre e ironiche ricordando la Austen

Stella Gibbons, La Fattoria delle Magre Consolazioni, traduzione di Bruna Mora, Astoria, Milano, pagg. 288, € 17.

20/03/2011


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Le voci di Petronilla

Roberta Schira – Alessandra De Vizzi, Le voci di Petronilla,  Milano, Salani, pagg. 270, € 16,80.

06/02/2011


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Racconta, e la realtà ti si farà incontro

Antonella Cilento, Asino chi legge, Milano, Guanda, pagg. 188, € 16

05/12/2010


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Che tipo, quel Garamond

Anna Cuneo, Il maestro di Garamond, traduzione di Gaia Amaducci,  Milano, Sironi Editore, pagg. 490, €19,90



07/11/2010


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Imparate a scrivere la prosa. Consigli per gli scrittori.

Howard Mittelmark – Sandra Newman, Come non scrivere un romanzo, traduzione di Rita Giaccari, Milano, Corbaccio, pagg. 214, euro 18,60.

05/09/2010


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Il rumore della morte del Leone

Vladimir Pozner, Tolstoj è morto, traduzione di Giuseppe Girimonti Greco, Adelphi, Milano, pagg. 274, euro 18,00

08/08/2010


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Senti chi parla, il creatore di libri

Paolo Di Stefano, Potresti almeno dirmi grazie – Gli scrittori raccontati dagli editori, Milano, Rizzoli, pagg. 418, € 22,00



30/05/2010


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Sublime e tragica Bachmann

Hans Höller, La follia dell’assoluto – Vita di Ingerborg Bachmann, traduzione di Silvia Albesano e Cinzia Cappelli, Guanda, Parma, pagg. 230, € 18,00



09/05/2010


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Finalmente un divulgatore

James Wood, Come funzionano i romanzi. Breve storia delle tecniche narrative per lettori e scrittori, traduzione di Massimo Parizzi, Mondadori, Milano, pagg. 178, € 18.

04/04/2010


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Veduta su casa Tintoretto. Venezia e la famiglia del pittore

Melania Mazzucco, Jacomo Tintoretto e i suoi figli. Storia di una famiglia veneziana, Rizzoli 2009, pagg. 1226, €42.

28/02/2010


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80 anni di Bompiani

Quell’idea di Valentino

Da un carteggio inedito rispunta una pepata polemica a proposito della paternità del «Dizionario delle opere» tra l’editore e il giornalista Orio Vergani. E viene fuori una bella lezione di etica editoriale



08/11/2009


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Affascinante onnisciente - Una vita per la letteratura

Muriel Spark, I consolatori, traduzione di Monica Pareschi, Milano, Adelphi, pagg. 246, euro 19

30/08/2009


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Zia Mame, sei una bomba!

Patrick Dennis, Zia Mame, a cura di Matteo Codignola, Milano, Adelphi 2009, pagg. 380, € 19.50

09/08/2009


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