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Buone letture

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Un nume di nome Dickens

Walter de la Mare, La donna in miniatura, Alet, Padova, pagg. 428, euro 18,00; Fausto Maria Martini, Si sbarca a New York, Salerno, Roma, pagg. 304, euro 15,50; Luigi Ballerini, Erbe da mangiare, Mondadori, Milano, pagg. 528, euro 14,00; Angela Scarparo, L'arte di comandare gli uomini, Manni, Lecce, pagg. 210, euro 15,00; Elsa Schiapparelli, Shocking Live, Alet, Padova, pagg. 286, euro 17,00; Max Beerbohm, Cattiverie occasionali, Excelsior 1881, Milano, pagg. 194, euro 14,50

14/12/2008

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Mai come quest'anno il Natale evoca immagini dickensiane: stuoli di poveri, cinghie tirate, accumulatori di denaro cattivi, bimbi buoni e famiglie affamate. Categorie semplici che, però, contengono le verità dei luoghi comuni. Cominciamo, perciò, la nostra altalena fra buoni e cattivi da un romanzo, bello e delicato, che ha proprio Dickens come nume tutelare: La donna in miniatura di Walter de la Mare (Alet, Padova, pagg. 428, euro 18), dove si guarda all'Inghilterra di fine Ottocento con gli occhi di una fanciulla che  ha mantenuto le dimensioni fisiche e psichiche di una bambina e deve misurarsi con una realtà sempre, ma proprio sempre, più grande di lei. Bella metafora della solitudine e del “piccolo” individuale che si proietta nell'imponenza schiacciante dell'impero vittoriano, senza ritrovarsi, anzi trovandosi non conforme, deforme  alla lettera. A proposito di sottili lutti adolescenziali, segnaliamo un interessante repechage: Si sbarca a New York (Salerno Editrice, Roma, pagg. 304, euro 15.50), pubblicato da Fausto Maria Martini nel 1930, cioè negli stretti paraggi di “America primo amore” di Mario Soldati. E' il racconto del passaggio di una linea d'ombra che avviene, dopo una giovinezza piena di sogni artistici nella Roma dei crepuscolari, con la morte del poeta Sergio Corazzini, il “povero fanciullo” che piangeva a inizio Novecento. Al di là dell'oceano, l'America e il suo mito nascente accoglie, fra inaudite ricchezze e povertà, bontà e cattiverie, tre giovani migranti italiani. Non vorremmo eccedere in presagi funesti, ma per i tempi a venire avvertiamo che è uscito un libro assai curioso: Erbe da mangiare (Mondadori, Milano, pagg. 528, euro 14) di Luigi Ballerini, ricettario agreste, dove si apprende che la querelle fra vegetariani e carnivori risale all'antichità latina. Cibarsi di finocchietto selvatico, lampascione, corbezzolo, renderà più buoni o cattivi? Temo che da tale dibattito non si esca vivi, come dalla vita del resto, tuttavia da questo libro s'imparano un sacco di cose utili per mente e corpo, contando su quel residuo di natura che ci è rimasto. Chi, invece, impara a vivere contando solo su se stessa, non più troppo remissiva, cioè depressa, con il genere maschile, è la protagonista del romanzo di Angela Scarparo, autrice de L'arte di comandare gli uomini (Manni, Lecce, pagg. 210, euro 15). E chi ha sempre fatto gioco solo sulle proprie forze è stata la maestra di stile ed eccentricità Elsa Schiapparelli, “l'artista italiana che fa vestiti” com'era chiamata dalla sua rivale Coco Chanel, autrice di una magnifica autobiografia, Shocking Live (Alet, Padova, pagg. 286, euro 17). Lettura entusiasmante, semplicemente. Cresciuta in una famiglia cosmopolita fu allevata, fra le tante, da una tata zulù che ogni sera le ripeteva: “Ti voglio tanto bene. Ho sepolto tutte le persone che amavo. Voglio seppellire anche te”. Ottimo avviamento all'esistenza dove spesso bontà e sadismo vanno a braccetto. Chiudiamo con un maestro di efferatezza verbale, Max Beerbohm, dandy e polemista inglese di cui Vincenzo Latronico traduce e cura le incantevoli Cattiverie occasionali (Excelsior 1881, Milano, pagg. 194, euro 14,50). Un sarcastico anarchico-conservatore che avrebbe volentieri “mandato a morte” chiunque fosse sprovvisto di umorismo. Temuto perfino da Oscar Wilde. Il buon Dickens era morto da tempo.


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