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Premi letterari

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Premio letterario "Giuseppe Berto"

Vincenzo Latronico, con Ginnastica e rivoluzione per Bompiani, si aggiudica il Premio Letterario Giuseppe Berto opera prima XX Edizione  

dal sito del Premio letterario G. Berto: "Il Premio Letterario Giuseppe Berto e la sua storia

Il Premio nasce nel 1988, in occasione del decennale della morte dello scrittore, per volontà della moglie Manuela e delle due città che hanno rappresentato due poli importanti nella vita dello scrittore: Mogliano Veneto, la città natale e Ricadi, quella dove scelse di trascorrere gli ultimi anni della sua esistenza. “Di solito uno appartiene a due luoghi” - diceva Berto - “quello in cui è nato e quello dove gli piacerebbe vivere. È uno degli elementi della nostra inquietudine, questo, perché poi accade che se si sta in uno dei due luoghi ci si sente un po’ infelici di non stare nell’altro”. È così che lo scrittore si divise tra Nord e Sud nell’arco della sua esistenza riuscendo a comunicare un messaggio di comunanza, un abbraccio ideale tra terre così diverse che continua tutt’oggi grazie al gemellaggio tra i due comuni ospitanti il Premio.
Nel panorama nazionale dei Premi Letterari, quella del Berto è una giuria il cui criterio di scelta è stato da sempre lo stesso Giuseppe Berto. Poiché tutti coloro i quali si sono avvicendati in queste diciotto edizioni sono legati direttamente o indirettamente allo scrittore.
Alcuni, critici letterari, lo hanno amato come scrittore e lo hanno studiato e approfondito, come Giuseppe Amoroso, Corrado Augias, Padre Ferdinando Castelli, Michel David, Cesare De Michelis, Massimo Fini, Nico Orengo, Giancarlo Vigorelli, Giorgio Pullini, Goffredo Buccini e Laura Lepri. Altri hanno vissuto con Berto momenti particolari di vita, come Gaetano Tumiati, che ha condiviso con Berto l’esperienza del campo di prigionia a Hereford, in Texas, durante la seconda Guerra Mondiale, la passione per Hemingway e le ansie degli esordi letterari. Molti vincitori stessi del Premio – quali Paolo Onofri, Michele Mari, Luca Doninelli, Paolo Maurensig, Maria Luisa Magagnoli, Giuseppe Lupo – hanno aderito all’invito di essere membri della Giuria nelle varie edizioni, condividendo lo spirito di fondo del Premio.
Obiettivo principale del Premio, fin dalla sua prima edizione, è quello di ricordare e riproporre il nome e l’opera di uno scrittore il quale, molto amato dal pubblico, nonostante i suoi grandi successi è stato spesso trascurato da una certa parte della critica ufficiale a causa del suo straordinario anticonformismo. Infatti, Berto sovente volle isolarsi da quegli ambienti letterari esclusivi, in una continua polemica contro le élites culturali dell’epoca.
Date tali premesse, il Premio quindi non poteva avere che un criterio-guida: segnalare quelle opere che emergono per “assoluta originalità di forma e schiettezza di ispirazione”. “Opere prime” per mantenere fede alla volontà di Giuseppe Berto il quale, ben conoscendo gli ostacoli incontrati dagli scrittori nella ricerca di visibilità e di pubblicazione, si è sempre battuto affinché i giovani di talento non dovessero incontrarne troppi sulla loro strada.
Il Premio Berto è diventato quindi un trampolino di lancio per giovani scrittori esordienti nel panorama della letteratura nazionale. Tra i nomi dei vincitori spiccano esempi rilevanti, che sottolineano l’importanza di un concorso con questi requisiti: tra gli altri, Paola Capriolo che vinse nel ‘88 con La grande Eulalia edito dalla Feltrinelli, Luca Doninelli nel ‘90 con I due fratelli pubblicato da Rizzoli, Paolo Maurensig nel ‘93 con La variante di Lüneburg distribuito da Adelphi, Giuseppe Lupo nel 2001 con L’Americano di Celenne edito da Marsilio.
L’edizione 2003 del Premio ha rappresentato un punto di svolta, poiché lo stesso si è da allora articolato in due sezioni. Infatti, alla sezione storica, dedicata a scrittori esordienti, si è aggiunta una nuova sezione dedicata alla narrativa straniera, che intende premiare un autore vivente la cui opera sia stata pubblicata in lingua italiana. Ciò sta a significare la volontà del Premio di costituire anche un osservatorio sulla migliore produzione letteraria in ambito internazionale. Ad ognuna è assegnato un premio che, a partire dal 2005, è stato elevato da 5.000 a 7.500 euro.
La scelta di aumentare il valore economico del premio è un ulteriore segno della forte volontà da parte degli organizzatori del Premio di mantenere viva la vocazione intrinseca di incoraggiamento e fattivo supporto rivolto agli scrittori che muovono i primi passi nel mondo letterario. "

 

Premio letterario "Città di Vigevano"  

L'edizione 2008 del premio letterario nazionale Città di Vigevano in memoria dello scrittore Lucio Mastronardi vede la terna finalista composta da:
- Giorgio van Straten con La verità non serve a niente
- Ivan Cotroneo con La kryptonite nella borsa
- Giuseppe Pederiali con Il sogno del maratoneta

MENZIONI SPECIALI

La giuria inoltre ha espresso le seguenti menzioni:
- Menzione speciale opera prima per  il libro di Max Pezzali con Prendersi una vita
- Menzione speciale giovani per il libro di Giovanni Montanaro con La croce di Honninfjord

La premiazione dei 5 autori avverrà sabato 18 ottobre 2008, in serata, al Teatro Cagnoni in C.so Vittorio Emanuele II, 45 a Vigevano

 

- "Il Premio letterario nazionale Città di Vigevano", di Anna Giordano

Anche quest’anno l’Istituzione Cultura del Comune di Vigevano sarà promotrice dell’ormai famoso Premio letterario nazionale “Città di Vigevano”, intitolato allo scrittore Lucio Mastronardi (1930-1979); autore simbolo della città, seppe far rivivere nei suoi tre romanzi (trilogia: Il calzolaio di Vigevano, ’59 – Il maestro di Vigevano, ’62 – Il meridionale di Vigevano, ’64) i vizi e le virtù della realtà sociale vigevanese, servendosi in maniera espressionistica di una lingua variamente mescolata con il dialetto di Vigevano e rifacendosi da una parte al plurilinguismo di Gadda e dall’altra allo sperimentalismo di Pasolini. La partecipazione all’evento è riservata alle opere di narrativa edite in lingua italiana, romanzi e raccolte di racconti, pubblicate dal 1° gennaio 2006 al 30 marzo 2007; le case editrici oppure gli autori direttamente, avranno tempo fino al 26 aprile per far pervenire le opere alla segretaria del concorso. Il tema dell’edizione 2007 del premio in questione sarà il viaggio, viaggio inteso non soltanto come spostamento fisico, geografico o temporale, ma anche come cammino interiore della mente e dello spirito alla scoperta degli infiniti risvolti e nascondigli dell’anima umana. È un tema quindi dalle mille sfaccettature, che si presta a innumerevoli traduzioni. Per presentare al meglio le tematiche del concorso e le iniziative che gravitano intorno ad esso, si è svolta una settimana culturale, la “Settimana Letteraria” appunto, durante la quale sono stati allestiti una serie di incontri interdisciplinari di approfondimento attorno al tema del viaggio, anche tramite la presentazione dei libri di alcuni autori. Inoltre la direzione artistica e organizzativa del concorso, ha sottolineato la volontà di mantenere vivo il coinvolgimento delle scuole, attraverso laboratori di lettura svolti con l’aiuto degli insegnanti, vista la partecipazione entusiasta degli studenti nella passata edizione. Sono due le tappe previste che porteranno a ottobre alla premiazione del libro e dell’autore vincitore. Innanzitutto il Premio letterario prevede la presenza di una giuria tecnica che sottoporrà al vaglio le opere pervenute; la giuria è composta da cinque membri: Ermanno Paccagnini, docente universitario e critico letterario del Corriere della Sera (direttore artistico della Settimana Letteraria e del Premio Mastronardi), Luigi Mascheroni, critico letterario de Il Giornale, Laura Lepri, editor e critica letteraria, Paolo Perazzolo, responsabile sezione culturale di Famiglia Cristiana. La seconda fase prevede la votazione da parte di una giuria popolare delle tre opere selezionate dalla giuria tecnica. Questa giuria popolare sarà così composta: 30 studenti delle Scuole Medie Superiori cittadine, 20 lettori delle Biblioteche del Sistema Lomellino e delle librerie cittadine, 10 lettori dell’Università della Terza Età. Le copie delle opere in lettura saranno fornite dalle case editrici e distribuite ai membri sopra descritti. Tra il 12 e il 21 ottobre 2007, verrà designata la data precisa della premiazione dell’opera vincitrice che si svolgerà come di consueto presso la Cavallerizza del Castello, nell’ambito della Rassegna letteraria “La piazza delle parole”. Nella stessa occasione, verranno conferiti anche i Premi alla Carriera a due scrittori che siano distinti all’interno del panorama letterario, italiano e straniero, con opere in relazione alla tematica del viaggio.

 

Premio letterario "Regione del Veneto - Leonilde e Arnaldo Settembrini - Mestre"

dal sito del Premio letterario "Regione Veneto - Leonilde e Arnaldo Settembrini - Mestre": "Breve Storia

Nel 1959 Arnaldo Settembrini volle dedicare alla memoria della consorte, la scrittrice Leonilde Castellani Settembrini - nel quinto anniversario della sua scomparsa - un "Premio per racconti e novelle" in lingua italiana. Furono chiamati a far parte della prima giuria Italo Calvino, Aldo Camerino, Ugo Facco de Lagarda, Enrico Falqui e Aldo Palazzeschi; fra i vari candidati Aldo De Jaco, autore di Una settimana eccezionale, edito da Mondadori, fu proclamato vincitore nel corso di una cerimonia a Mestre il 22 novembre dello stesso anno.
Nasceva così il Premio Settembrini, per anni gestito dallo stesso fondatore, fino alla sua morte, nell’ottobre del 1986, e in seguito affidato alla Regione del Veneto, in adempimento di precise disposizioni testamentarie. La Regione, con Legge Regionale 1 dicembre 1989, n. 49, assunse la gestione del concorso letterario, che avviò nuovamente nel 1991, dopo un silenzio di cinque anni; da allora in poi non venne meno da parte dell’Amministrazione l’impegno di garantire la continuità dell’iniziativa, mantenendone immutato l’alto livello qualitativo e assicurandone al tempo stesso un’adeguata promozione, affinché il Premio potesse assumere un suo preciso ruolo nel contesto delle molteplici attività culturali del Veneto.
Il Premio Settembrini trova oggi confermato e consolidato il suo valore nell’ambito della produzione letteraria italiana, e vede inoltre aprirsi nuove prospettive, grazie ad alcune innovazioni introdotte dalla Regione, come la designazione della sede di Villa Settembrini a Mestre per la cerimonia della premiazione, che restituisce alla città un importante momento culturale, fulcro di una serie di ulteriori attività collaterali al Premio, o ancora la nascita di una giuria di giovani studenti, dal 1999 affiancata al lavoro della giuria ufficiale, per proporre una sorta di confronto, di dialogo generazionale; queste occasioni di più estesa partecipazione e più capillare coinvolgimento della cittadinanza lasciano presagire ampie potenzialità di sviluppo, tese ad una sempre maggiore valorizzazione del concorso letterario e ad una piena coscienza delle sue ripercussioni nella vita culturale del Veneto."

 

Premio Teramo

da sito del Premio Teramo, La storia del Premio

La prima edizione del Premio Teramo si concluse nel giugno 1958; e il Premio può essere considerato sicuramente il più antico e prestigioso concorso letterario dedicato al racconto inedito.
La sua definitiva istituzione fu strettamente legata ad un tragico evento: nella notte del 18 marzo del 1959 in un terribile incidente stradale furono coinvolti otto giovani studenti teramani e quattro di essi (Gigino Forti, Berardo Cavarocchi, Pasquale Frezza e Angelo Galbo) persero la vita. Stipati a bordo di un’unica vettura si erano recati a Pescara per partecipare ad uno degli incontri che gli universitari abruzzesi organizzavano nel tentativo di favorire la nascita di un ateneo abruzzese. Facevano parte del C.U.T ( Circolo universitario teramano) e proprio uno degli scomparsi, Berardo Cavarocchi, con Lino Nisii, Roberto Pelillo ed alcuni altri, s’erano rivolti già nell’autunno del 1958 a Giammario Sgattoni, e poi all’Ente per il Turismo, perché si realizzasse l’idea di una manifestazione culturale. Quindi, anche per ricordare quei giovani, grazie all’E.P.T. (presidente Giuseppe Marcozzi-Rozzi, direttore Pietro Arturo Favazzi) e al sindaco Carino Gambacorta, nell’ambito delle manifestazioni del Giugno Teramano, fu bandita la prima edizione del Premio Letterario Teramo per un racconto inedito che, tranne un’interruzione di otto anni , dal 1978 al 1986, continua il suo cammino e si conferma come una delle più prestigiose manifestazioni letterarie.
Alla prima edizione parteciparono 76 concorrenti, ma già l’anno successivo pervennero 322 racconti che aumentarono di anno in anno fino agli 800 della XXXV edizione.

Le Commissioni Giudicatrici nel corso di questi lunghi anni valutarono le opere di scrittori che avrebbero avuto un percorso interessante nel panorama della letteratura italiana. Tantissimi affermati scrittori italiani hanno partecipato a questo Premio e i nomi prestigiosi che hanno vinto, che sono stati segnalati o che hanno partecipato senza la fortuna di raggiungere la rosa finale costituiscono l’esempio di come il “Teramo” sia stato e rimane un banco di prova formidabile per qualunque scrittore.
Citare dei nomi tra le migliaia di concorrenti è impresa ardua e forse ingiusta nei confronti di tanti, ma elencarne alcuni è necessario per comprendere l’importanza di questo premio e per capire la considerazione che ha riscosso e che continua a riscuotere nel panorama della cultura italiana.
E allora è utile ricordare le partecipazioni di scrittori come Edith Bruck, Andrea Zanzotto, Piero Chiara, Dolores Prato, Alberto Bevilacqua, Silvio Guarnieri, Mimì Zorzi, Raffaele Nigro, Gennaro Manna, Maria Luisa Spaziani, Rossana Ombres, Mario Pomilio, David Maria Turoldo, Giovanni Raboni, Antonio Altomonte, Vanni Ronsisvalle, Giacinto Spagnoletti, Ferdinando Camon, Carlo Sgorlon, Giorgio Soavi, Renato Minore, Alberto Lecco, Grazia Livi, Gianni Gaspari, Carlo Bernari, Luca Desiato, Claudio Marabini, Giuliano Manacorda, Ferruccio Ulivi, Paolo Barbaro e tanti altri che non compaiono magari tra i vincitori o tra i segnalati ma che hanno avuto un loro percorso di scrittori. Essi sono, con i loro racconti, presenti negli archivi del Premio e si sta lavorando per catalogarli tutti ed eventualmente rileggere le loro opere ai fini di un’antologia, che aldilà dei premiati, costituisca un’organica e critica ricostruzione letteraria non solo del Premio ma delle tendenze della scrittura nel corso dell’ultima metà del secolo scorso.
La formula del racconto ed il requisito dell’inedito costituiscono la garanzia per i partecipanti che il giudizio dei loro lavori non subisca nessuna pressione dal mondo dell’editoria.
Diceva Carlo Bo nel 1987 che il Premio Teramo “è un patrimonio di affetti, di memorie, e anche un valido contributo alla letteratura italiana, perché questo premio si distingue in quanto premio all’inedito, premio dedicato ai giovani, e per questo suo segno è stato appunto imitato anche recentemente. E chi percorre l’elenco dei premiati prima di tutto deve congratularsi con le Giurie passate e con la Giuria di oggi che hanno indicato - e non soltanto ai cittadini di Teramo, agli abruzzesi - le nuove leve, le nuove forze. Sono tra i nomi più belli della letteratura degli ultimi trenta anni.”
Le varie giurie che si sono succedute in questi anni, che sono reperibili cliccando su (pagina in fase di allestimento) sono la dimostrazione di come il Premio Teramo si distingua per la sua alta qualità e per la garanzia di valutare i racconti con assoluta serenità ed indipendenza. E’ ovvio che ci siano state scelte che hanno sacrificato taluni concorrenti; ma esse sono il frutto di una autonomia di giudizio critico che ogni giurato si porta con sé, frutto delle esperienze individuali e della militanza critica. In ogni caso il confronto ed il dibattito tra i giurati si è sempre svolto all’insegna della strenua difesa dei singoli convincimenti fino al giudizio finale dove la collegialità e la discussione più serena hanno portato quasi sempre ad esprimere un giudizio unanime sui vincitori. Uomini del calibro di Diego Valeri, Carlo Betocchi, Carlo Bo, Giacomo Debenedetti, Luigi Baldacci, Michele Prisco, Libero De Libero, Silvio Guarnieri, Mario Pomilio, Renato Minore, Antonio Villani, Raffaele Nigro, Giuseppe Pontiggia e Barbara Palombelli insieme ai giurati teramani Enzio Di Poppa Vòlture, Raffaele Passino, Attilio Danese e l’impareggiabile Giammario Sgattoni (il decano e la memoria storica) sono l’esempio migliore della qualità e della affidabilità di uno dei concorsi letterari più longevi e più importanti d’Italia.



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